[Famiglia Ravelli in gita al lago Chécrouit, 1937 circa] Francesco Ravelli

AUTORE:
Ravelli, Francesco ( Fotografo )
DATA:

2001 [stampa]


Cfr. pos. b/n gelatina bromuro d'argento su carta 8,8 x 12,8 cm, collocazione 2.1.769/XX/016. Cfr. neg. b/n gelatina bromuro d'argento su pellicola 6,2 x 9 cm, collocazione 2.3.107/I/015.

Cfr. Il laboratorio dell'alpinismo : Francesco Ravelli e la fotografia di montagna, a cura di Giuseppe Garimoldi e Alessandra Ravelli, Torino : Museo nazionale della montagna Duca degli Abruzzi : Club alpino italiano. Sez. di Torino, 2001, p. 120.

Francesco Ravelli (Orlongo 1885 – Torino 1985) detto “Cichìn” cominciò la carriera alpinistica nel 1906 con la salita alla Punta Gnifetti, coltivando contemporaneamente l’hobby per la fotografia, che gli consentì di lasciare ricca documentazione delle sue salite e della loro preparazione. Non solo ripetitore di grandi vie, ma anche scopritore di itinerari nuovi, nel 1909 iniziò il lungo sodalizio con i fratelli Gugliermina, con i quali effettuò numerose prime. Socio CAI di Torino fu ammesso nel CAAI nel 1911, dopo la traversata del Cervino con il fratello Zenone e il cugino Luigi. Attivo fino in tarda età, fu autore di “prime” di importanza storica, tra cui: Monte Bianco per la cresta integrale dell’Innominata con variante diretta; cresta sud ovest dell'Aiguille de Leschaux; Mont Blanc du Tacul dal gran canalone nord-est; Grandes Jorasses dalla cresta des Hirondelles e dalla cresta di Pra Sec; Aiguille de Trélatête dalla parete nord est; Picco Gugliermina; Lyskamm occidentale dalla parete sud; Tagliaferro dalla parete nord; Gr. Arolla dalla parete sud-sud est. I fratelli Ravelli convertirono l’officina meccanica, impiantata a Torino dal padre, in negozio di articoli sportivi con annesso laboratorio di attrezzi alpinistici in Corso Ferrucci 70, da cui uscirono i bivacchi prefabbricati, conosciuti come bivacchi Ravelli. Cfr. Catalogo Bolaffi dei grandi alpinisti piemontesi e valdostani, a cura del Museo nazionale della montagna Duca degli Abruzzi Cai Torino; schede e selezione dei nomi a cura di Roberto Mantovani, Torino : Giulio Bolaffi editore, 2002, p. 70; Enciclopedia della Valle d'Aosta, Pietro Giglio, Oriana Pecchio, Bologna : Zanichelli, 2005, pp. 337-338; Il laboratorio dell'alpinismo : Francesco Ravelli e la fotografia di montagna, a cura di Giuseppe Garimoldi e Alessandra Ravelli, Torino : Museo nazionale della montagna Duca degli Abruzzi : Club alpino italiano. Sez. di Torino, 2001.

La ripresa è dedicata a un momento di svago della famiglia Ravelli durante una gita sul lago di Chécrouit, situato in Val Veny a ovest di Courmayeur, in Valle d'Aosta, e circondato dal massiccio del Monte Bianco. Fu modellata in particolare dai ghiacciai del Miage e della Brenva e dal fiume Dora di Veny.Si divide in tre parti principali (partendo dall'alta valle): una parte parallela alla catena del Monte Bianco, compresa tra il Col della Seigne (2.512 m) e la parte inferiore del ghiacciaio del Miage; la parte intermedia (Plan Vény), caratterizzata dalla piana prativa e dalla fascia fluviale della Dora di Veny; l'ingresso della valle, dominato dal Monte Bianco e dalla parte finale del ghiacciaio della Brenva (1.444 m). Sul versante destro della Val Vény, nei pressi di Courmayeur, si trova il lago di Chécrouit, posto a 2.165 m d'altezza. Sul versante opposto della valle si scorge il massiccio del Monte Bianco con il Dente del Gigante (4.013 m) e il ghiacciaio della Brenva. All'inizio della valle si trova il Santuario di Notre-Dame de Guérison.

SOGGETTO

Laghi, Bambini, Persone, Alpi Graie, Val Veny, Ravelli, Leonardo <1928-1997>, Ravelli, Maria Assunta, Ravelli, Margherita, Lago di Chécrouit

DESCRIZIONE FISICA

1 pos. b/n gelatina bromuro d'argento su carta 30,4 x 40,6 cm

DOMINIO

Stampa fotografica

NUMERO DI INVENTARIO

F6938

LUOGO DI CONSERVAZIONE

Museo Nazionale della Montagna - CAI Torino

CATALOGATO DA

Museo Nazionale della Montagna - CAI - Torino